Un “piccolo diavolo” in Vaticano…

La vita è bella (e facile), per Benigni. Da Enrico a Francesco…

Ieri, dal suo profilo Facebook, il filosofo della politica Roberto Escobar pubblicava un brevissimo post a commento della recente comparsa(ta) di Roberto Benigni in Vaticano, per presentare l’ultima fatica letteraria (“Il nome di Dio è misericordia“, Piemme) di Jorge Mario Bergoglio. E con esplicito riferimento alla parabola (nel senso di traiettoria ideologico-professionale) del comico toscano, Escobar scriveva: “Da Pinocchio che era, s’è fatto Grillo Parlante. Pover’uomo”.

Ho aggiunto un like. Dopotutto, ritrovare il corrosivo e sarcastico “piccolo diavolo” della comicità italiana assurto a entusiastico megafono (e convinto esegeta) del Vescovo di Roma suona quanto meno strano.  Soprattutto, ma non solo, a chi è abbastanza vecchio per ricordarselo – in un ormai lontano 16 giugno 1983 – alla Manifestazione per la pace della FGCI, quando all’ombra della falce e del martello prendeva in braccio un imbarazzato Berlinguer.

Qualcuno potrebbe anche obiettare: ma non si può cambiare idea nella vita? Certo che sì. Spesso è addirittura auspicabile. Non solo. Si potrebbe anche immaginare che qualcuno (e magari Benigni, tra questi), in totale “buona fede”, riesca pure a intravvedere una qualche continuità o convergenza tra la linea (misericordiosa) indicata da Bergoglio e la fede (politica) professata da Berlinguer. Molto opinabile a mio modo di vedere, ma legittimo. Tuttavia, sono sempre più convinto che la via scelta da Benigni sia stata, di volta in volta, semplicemente la più facile e la più conveniente da imboccare. Per lui, stare ora con Bergoglio è infatti facile e utile quanto lo era allora stare con Berlinguer (o qualche tempo fa contro Berlusconi). E domani chissà…

Dunque, caro Roberto (Escobar), ti dirò che un ulteriore (ma metaforico) like lo metterò anche alla spregiudicata sfrontatezza di un altro celebre fiorentino. Quello che, interrogato in tempi non sospetti sul concittadino Premio Oscar, così rispondeva: “Nasce povero. Allora scopre all’improvviso il buffet e il controbuffet. La forchetta. Le buone maniere. La società. E perde l’equilibrio. Accadde anche a Mussolini con Angelica Balabanoff. A lavarsi i piedi e a suggerirgli il giusto contegno a tavola provvide lei. Per il resto che dire della Benigna? Uno che prende in braccio Berlinguer e tocca i coglioni a Pippo Baudo è diventato senza preavviso una maestrina di scuola media. E guardi che a quel topino di Berlinguer io volevo bene”.

Ovviamente, con tutto il rispetto di Paolo Poli per le maestrine di scuola media …

 

 

2 commenti

    • Stefano Moriggi

      Bene, Bene! Molto… Bene! ;)

Lascia un commento