“Il Volto dell’IO”…

Ecco i “Cinquanta ritratti della filosofia italiana” immortalati da Rotoletti

“Il gioco che viene subito in mente, leggendo i ‘motti’ e guardando le foto dei ‘filosofi’, è quello di sostituire gli accoppiamenti in modo casuale”, così esordisce Gianni Vattimo (uno dei “volti” ritratti) nella sua prefazione – Noi, il puzzle – all’ultima fatica di Armando Rotoletti. Già, perché il fotografo siciliano in Il Volto dell’IO,  oltre a rubare l’anima a coloro che, di solito, sanno di non averla, si è spinto oltre. Chiedendo ai suoi cinquanta prescelti una frase o una citazione che, in qualche modo, li rappresentasse. Ed esigendo, inoltre, da tutti i bersagli del sua macchina un esercizio di autoironia 12065889_10207773308348100_7383938260231167546_nche li ha – che ci ha, visto che ci sono pure io… – provvidenzialmente salvati, o almeno in parte, dal loro (nostro) più o meno esibito narcisismo. Ma la dichiarata tentazione di Gianni di mischiare le carte, ovvero i motti e le foto di noi tutti, sostenuta dalla heideggeriana convinzione che, dopotutto, “il ne va di noi… non si trova qui”, forse cerca solo di dissimulare la vulnerabilità di ciascuno di noi, inesorabilmente smascherata di fronte all’obiettivo di un artista che sa fare il suo mestiere.

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