Schermi e Bambini, secondo L’Académie des Sciences…

Esce in traduzione italiana in Rapporto dell’Accademia delle Scienze di Francia su bambini, giovani e “nuove tecnologie”

A giorni arriverà in libreria un volume che giudico prezioso, e per più di una ragione. Si intitola “Il bambino e gli schermi. Raccomandazioni per genitori e insegnanti” (ed it. a cura di P. Ferri e S. Moriggi, Guerini, Milano 2016). E in concreto, si tratta del  report della ricerca condotta da un gruppo di lavoro eterogeneo (J.-F.Bach, O. Houdé, P. Léna, S. Tisseron, et. al)  – e coordinato dalla Accademia delle Scienze di Francia –  sulle interazioni di bambini e giovani con diversi tipi di schermi: dai più tradizionali a quelli interattivi di ultima generazione.

Le evidenze scientifiche (mediche, psicologiche, epistemologiche, pedagogiche, ecc.) contribuiscono a decostruire molti dei pregiudizi che continuano a gravitare attorno ai cosiddetti “new media” – a partire dall’ormai patetico dibattito sull’esistenza dei “nativi digitali”. Un dibattito, di recente, riacceso da qualche strampalato rigurgito della rete che ha riproposto, anche su Facebook, vecchi articoli che pretendono di spiegare gli equivoci in cui i loro stessi estensori sono irrimediabilmente (e inconsapevolmente?) caduti.

Dai rischi di eventuali “dipendenze” all’identificazione di un quadro scientificamente più chiaro del nesso tra patologie e uso improprio delle tecnologie, fino alla ridefinizione di categorie e approcci al fine di impostare un rapporto più disincantato con i nuovi orizzonti digitali, il volume si propone di avviare una effettiva esperienza educativa modellata attorno alla rilevanza pedagogica di una precoce e calibrata cultura scientifica.

Ma ben oltre ciò il volume, scritto volutamente con un linguaggio accessibile ai non addetti ai lavori, si articola in una articolata proposta di linee guida che, di volta in volta sostenute da evidenze e argomentazioni, accompagnano il genitore, il docente o il formatore verso una consapevolezza documentata nell’adozione (a casa come a scuola) delle tecnologie. Oltre che nella (eventuale) progettazione di percorsi utili a diffondere pratiche e concetti della cosiddetta “cultura digitale”.

Paolo Ferri ed io abbiamo deciso di rendere disponibile questo testo al pubblico italiano perché, da subito, lo abbiamo giudicato uno degli “strumenti” che un genitore (o un docente) dovrebbe poter consultare se realmente interessato a intercettare e a interagire in modo significativo e costruttivo con il mondo “aumentato” dei loro figli (o dei loro studenti).

Non rimane che augurare… buona lettura.

2 commenti

  1. Penso che sia un’informazione molto interessante! Grazie! Ora ho così tante nuove informazioni! Eccezionale!

    • Stefano Moriggi

      Grazie. E buona lettura! ;)

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