Dov’è la donna? Pensare l’arte e la scienza oggi (Mimesis, 2003).

Perché un dipinto di F. Léger, in cui le fattezze di una donna si scompongono in un inestricabile intreccio di piani e colori, dovrebbe risultare “realistico” almeno quanto una teoria scientifica corroborata dall’esperienza?

Recuperando questa e altre provocazioni contenute in un magistrale intervento di Paul K. Feyerabend (1924-1984) – uno dei più grandi e irriverenti  filosofi della scienza contemporanei – il presente volume di propone di approfondire i possibili punti di incontro tra due mondi apparentemente privi di comunicazione come quello dell’arte e quello della scienza.

A partire dalle tesi del filosofo austriaco per cui le tradizioni scientifiche si succedono, non diversamente dagli stili artistici, senza quella continuità che una visione “progressista” della storia (della scienza e dell’arte) richiederebbe, alcuni dei protagonisti  dell’attuale dibattito relativo all’estetica e all’epistemologia affrontano questioni cruciali al fine di comprendere che tipo di conoscenza del mondo è in grado di offrire un’opera d’arte e se questa sia veramente inconfrontabile con quella scientifica, oppure fino a che punto una teoria dell’arte possa far luce sulle dinamiche interne al dipanarsi dell’impresa scientifica stessa.

Contributi di: P.K. Feyerabend, Stefano Moriggi (Università di Milano Bicocca), Andrea Pinotti (Università di Milano), Elio Franzini (Università di Milano), Mauro Carbone (Jean Moulin University-Lyon 3), Maurizio Guerri (Accademia di Belle Arti di Brera), Anna C. Bellati (storica dell’arte), Giulio Giorello (Università di Milano)