Perché la tecnologia ci rende umani. La carne nelle sue riscritture sintetiche e digitali (Sironi, 2009).

Le tecnologie estetiche, biomediche e digitali sembrano trasfigurare la nostra carne come mai è accaduto in altre epoche: ma quale umanità sarà possibile, dopo questo processo?

Moriggi e Nicoletti – filosofo il primo, tra i pochi in Italia a non demonizzare la tecnologia,  e giornalista il secondo, sofisticato cronista del mondo virtuale – dialogano su questioni che da sempre scandiscono la storia dell’uomo, ma che oggi devono essere decifrate nuovamente e con un nuovo sguardo.

Tra arte e vita, scienza ed etica, sacro e profano, in equilibrio tra fatti di cronaca e riflessione filosofica, gli autori procedono in un confronto che accompagna il lettore oltre le distinzioni preconcette tra naturale e artificiale, verso una comprensione delle più radicali riscritture del corpo: dalle nuove reliquie “sintetiche”, ritoccate al silicone come nel caso di Padre Pio, alle immagini digitali della salma di papa Wojtyla, dalle protesi fisiche a quelle emozionali, passando per cyber-badanti, hikikomori e bambole sessuali.

Il post-umano non esisterà mai: l’entusiasmo dei suoi profeti è sciocco e illusorio quanto l’anatema degli apocalittici. Resteremo sempre umani e la tecnologia è forse la prospettiva privilegiata per leggere  al meglio la nostra stessa evoluzione, mettendo in luce la plasticità fisica e intellettuale grazie a cui Homo sapiens sa riscrivere la sua natura.